Olio e vino, cosa li accomuna

Olio e vino, cosa li accomuna

Olio e vino, cosa li accomuna

Partiamo dalla dieta mediterranea per parlare del prodotto principe di questo regime alimentare riconosciuto come il più salutare in tutto il mondo,  che maggiormente consente la longevità in buona salute se posta come base della vita quotidiana. La Dieta Mediterranea è totalmente basata su prodotti semplici ma di qualità, frutta e verdura innanzitutto, formaggi freschi, pesce e, come complemento assolutamente fondamentale, l’Olio extravergine di oliva.

L’Italia, come anche gli altri Paesi del Mediterraneo, è ricca di olivi, in molte delle sue Regioni, con diverse varietà di olive più adatte al consumo in quanto tali, sia maggiormente adatte alla trasformazione in olio, estratto tramite la spremitura delle olive stesse. Non basta spremere delle olive per ottenere un buon olio, sebbene questa sia la tecnica di base: esistono molti accorgimenti che fanno sì che l’olio di oliva sia al massimo delle sue tante proprietà e con il gusto migliore.

Olio di qualità

Molti anni fa, oltre trent’anni addietro, uno scandalo colpì il mondo della produzione vinicola, quando dei produttori senza scrupoli decisero di aggiungere una sostanza chimica, il metanolo, praticamente indistinguibile dal comune etanolo che si sviluppa nel processo di fermentazione dell’uva, per dare maggiore tasso alcoolico al vino ma purtroppo molte persone persero la vita ed altre restarono senza più la vista a causa degli effetti tossici del metanolo. Lo scandalo spinse i produttori a proporre prodotti vinicoli di alta qualità e le autorità a intensificare i controlli. Il vino da quegli anni, divenne un prodotto sempre più di qualità e sempre più apprezzato dai consumatori, incrementando notevolmente il suo mercato.

Come il vino, anche per l’olio si dovrebbe percorrere una strada simile: Quali tutele ha il produttore serio contro l’invasione del mercato di oli di dubbia provenienza fatti pagare troppo poco per essere un prodotto di buona qualità? Quale tutele ha il consumatore che si trova sugli scaffali dei punti vendita bottiglie con la dicitura Olio Extravergine di oliva senza poterne capire la provenienza della materia prima, ad esempio? Il problema non è da poco, considerando che in molti Paesi extraeuropei si permette l’uso di sostanze nell’agricoltura, che in Europa e ancora di più in Italia sono messe al bando da tempo perché ritenute pericolose se non conclamatamente nocive.

L’olio di oliva fa sempre bene?

Si può ben affermare che l’uso di olio di oliva, ancora meglio se extravergine fa bene, adatto anche all’alimentazione dei bambini fin dallo svezzamento ma per fare bene occorre che le olive, la materia prima, non contengano sostanze non benefiche. Per l’olio di oliva extravergine servirebbero maggiori tutele legali, in modo che chi acquista una bottiglia di olio sia consapevole di ciò che acquista, anche se un prezzo eccessivamente basso, eccessivamente ridotto rispetto ad altri oli nello stesso scaffale dovrebbe già suggerire all’acquirente che qualcosa di anomalo ci deve essere. Non si può certo ascrivere ad una presunta disonestà di un buon produttore un costo intorno ai 10 Euro al litro di un olio extravergine di oliva contro un costo intorno ai 3 Euro di altre bottiglie sullo scaffale, sebbene si debba pure riconoscere che alcuni comportamenti speculativi possono esserci.

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